Contestazione a Salvini, Enrico Bastolla e “Liberi di…” si dissociano

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«Dico al mio avversario che combatto la tua idea contraria alla mia, ma sono pronto a battermi sino al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente. Giovani, non armate la vostra mano, armate il vostro animo, di qualunque fede – sceglietela voi! – purché presupponga il principio di libertà» (Sandro Pertini).

Il Movimento civico “Liberi di…” e la lista civica “Cava per Cava”, nella persona del candidato sindaco Enrico Bastolla, condannano con forza l’incivile e violenta contestazione andata in scena a Cava de’ Tirreni (Sa) contro il senatore Matteo Salvini, giunto nella città metelliana per sostenere il centrodestra cavese ed il suo candidato sindaco.

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ebbene, quanto verificatosi mercoledì 26 agosto in Piazza Duomo a Cava de’ Tirreni rappresenta la completa negazione del fondamentale principio espresso dall’art. 21 della nostra Costituzione.

Le contestazioni, innumerevoli e di vario genere, tra cortei e slogan contro il senatore leghista, hanno lasciato la “libertà” ad alcuni cittadini cavesi di affrontare duramente e vergognosamente le Forze dell’ordine, fatte oggetto di lancio di oggetti. Sono volate sedie ed altro ancora, oltre che parole ingiuriose, proferite anche da chi in genere si professa educato e perbene.

A nulla sono valse le raccomandazioni da più parti espresse nei giorni precedenti a tenere il comportamento che solitamente contraddistingue i cittadini cavesi, improntato all’accoglienza ed al rispetto dell’altro. Al contrario, le contestazioni hanno contribuito ad alimentare ciò che più si combatte socialmente: l’odio, l’arroganza ed il disprezzo.

Il candidato sindaco Enrico Bastolla, sostenuto dal Movimento civico “Liberi di…” e dalla lista civica “Cava per Cava”, si dissocia categoricamente da tale “ribellione” urbana ed esprime piena solidarietà e vicinanza alle Forze dell’Ordine ed a tutti quei cittadini che abbiano subito inammissibili limitazioni alla personale libertà di partecipazione democratica e di manifestazione delle proprie idee. E si dissocia anche dai comportamenti “inadeguati” di alcuni candidati, non in linea con lo stile programmatico del Comitato “Liberi di…”.

Con la speranza che da questo episodio si possano trarre i dovuti insegnamenti, si ribadisce l’appello, già più volte espresso, affinché in questa campagna elettorale tutti siano capaci di confrontarsi anche duramente, dialetticamente parlando, ma sempre con un principio morale troppo spesso dimenticato: il rispetto delle persone, a maggior ragione se propri “avversari”.
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